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4월 30일 Ne sono successe di cose in questi giorni...Non sono stato dietro al blog per qualche giorno e nel mentre sono accadute un sacco di novità, alcune positive, altre negative, che mi dispiace dover concentrare tutte in un unico intervento.
Rivolgo innanzitutto le mie condoglianze ai tre morti di Nassirija, ma colgo l'occasione per dire che, dal mio punto di vista, non sono stati eroi. Non si è eroi per essere morti a causa di una mina, dopo essere andati in un paese con scopi bellici pretestuosi, volontariamente e ben pagati. Gli eroi sono stati i ragazzi che furono mandati, durante la Grande Guerra, a morire come polli nelle trincee sul Carso, sull'Altopiano di Asiago, e soprattutto costretti, perchè non erano volontari pagati profumatamente ma semplici soldati di leva (o andavi in trincea per una guerra che non avevi voluto, o venivi fucilato come disertore). Questi ragazzi morti a Nassirija erano dei ragazzi ingenui e idealisti, ma non eroi. La loro morte si aggiunge alla lunga lista delle morti inutili, causate da ragioni ingiustificabili motivo di guerre impresentabili. Esattamente come i canadesi che morirono a Dieppe, i giapponesi che morirono nelle caverne di Okinawa, gli alpini italiani che morirono sulla sinistra del Don, i tedeschi che morirono nell'accerchiamento di Stalingrado, e così via. Morti inutili, non eroismo. Gente mandata a morire come coglioni da comandanti che appartenevano alla teppaglia, e in nome di obiettivi tutt'altro che sacrosanti.
Di nuovo condoglianze.
"Triste novella reco a voi, la nostra patria è vile!"
Giosuè Carducci. 4월 25일 Il Giorno dell'Italia e dell'EuropaIl 25 aprile gli italiani si scrollarono di dosso l'ignobile fardello del nazismo e del fascismo. Dissero di no alle atrocità della guerra, e di coloro che l'avevano voluta, trascinando un continente alla rovina. Iniziò da allora un nuovo periodo, in cui il futuro si sarebbe deciso con il lavoro, con l'onestà e con la giustizia. E' stata la primavera della libertà: le scene, identiche in tutta Europa, dall'Italia alla Francia alla Polonia, dei cittadini europei ritornati finalmente liberi e padroni dei propri destini; ad accogliere i liberatori, alleati, sovietici e partigiani; a ballare e dividere il pane, le sigarette, la musica insieme a loro; tutte queste scene costituiscono il patrimonio genetico di una cultura di Giustizia e Libertà (forse non è del tutto un caso, così si chiamava il movimento dei fratelli Rosselli che combatteva il Fascismo al suo apparire) sulla quale oggi la moderna Europa si fonda. E' la moderna Europa dell'accoglienza e della tolleranza, e che fa le pernacchie all'indirizzo di Pera e dei crociati nemici del meticciato; è la moderna Europa della difesa della civiltà e del progresso, contro tutte le barbarie, da oriente e da occidente; è la moderna Europa che si riconosce come "comunità di popoli", incontro di culture, e non come grande mercato ultracontinentale.
Questo è il 25 aprile. Una data che scorre nel sangue di tutti noi, amanti della libertà e della giustizia.
BUON 25 APRILE A TUTTI VOI. 4월 22일 Storia del ciclomotore che tanti hanno amato: il Motom
Il Motomic del 1947:
Il 48 in versione Codice (dal 1959 il Codice della Strada prescrive la velocità max di 40 kmh per tutti i veicoli al di sotto dei 50 cc):
Il 48 Sport, con sella lunga e manubrio corto, per potersi accovacciare in posizione "aerodinamica" sul serbatoio (pregevole il cupolino):
Il 48 Super Sport, versione estremizzata del modello precedente e oggi ambitissimo dai collezionisti:
Il 60, versione accresciuta di cilindrata del 48, con cui era possibile montare il passeggero (ecco il perchè della sella lunga):
Il modello 48 D (D sta per Donna e infatti si tratta di un modello con telaio aperto appositamente pensato per la clientela femminile, che all'epoca vestiva soltanto con gonne lunghe):
Il Cross, versione con parafanghi rialzati, ruote tassellate e manubrio alto del 48 (all'epoca con pochi ritocchi si trasformava un mezzo utilitario in sportivo, o regolaristico, o viceversa):
Il Nova 3 marce, uno dei modelli a 2 tempi prodotto su licenza Peugeot alla fine degli anni '60:
Versione sportiva del Nova:
L'originale Delfino 160:
Il 98 TS, esposto anche al Museo di Arte Moderna di New York:
I modelli Motocarro e Motozappa:
![]() 4월 20일 E' ufficiale: vittoriaLa Cassazione ha confermato il successo del centrosinistra e ha respinto il ricorso di Calderoli (basato sulla legittimità dei voti raccolti dalla lista Lega Alleanza Lombarda, presente in una sola circoscrizione della Lombardia) motivato su un'interpretazione personale della legge elettorale che lo stesso ex ministro delle riforme costituzionali aveva scritto, salvo poi scaricare definendola "una porcata".
I voti sono 19.002.598 per l'Unione contro i 18.977.843 della Cdl. Poichè la matematica è un'opinione, appare sempre più evidente come il Cavaliere, e il suo seguito di forzisti, si stia arrampicando sugli specchi pur di non riconoscere la vittoria del suo avversario.
Si intravede già da ora un primo sintomo di disgregazione all'interno del centrodestra: l'Udc ha subito riconosciuto il risultato elettorale dell'Unione, seguita a ruota da An, mentre Forza Italia parla di un nuovo ricorso, questa volta al Tar; l'atteggiamento di An e Udc lascia pensare ad un tentativo di Fini e Casini di smarcarsi dalla pesante presenza di Berlusconi. Il partito di Berlusconi rischia di rimanere solo, nonostante l'abbondante messe di voti raccolta il 9 e 10 aprile, a lottare contro i mulini a vento.
La Lega si tiene defilata, in parte seguendo Berlusconi, in parte ostacolandolo, subendo una frattura interna che l'assenza-presenza di Bossi non ha certo aiutato a superare e ricucire, e che la riduce ad una forza di secondo piano all'interno del centrodestra. Il metodo del ricatto, portato avanti nei cinque anni precedenti, non sembra adesso pagare, soprattutto alla luce dei risultati elettorali che hanno visto ridimensionato il Carroccio proprio nei suoi feudi storici. I leghisti attendono la mazzata del referendum sulla Devolution, che potrebbe segnare davvero pesantemente il futuro della Lega, e soprattutto i suoi rapporti con il resto della Cdl.
Restano muti i Dc per le Autonomie/Nuovo Psi, che avevano impazzato prima della campagna elettorale un po' in tutti i salotti politici e televisivi. Anche in questo caso il responso delle urne è stato assai deludente, e soprattutto Rotondi, che veniva dato ben al di sopra della simbolica soglia dell'1%, pensa che essersi accollato De Michelis non sia stata una buona idea. Ma qualunque dovesse essere il loro atteggiamento, non sarebbe comunque la lista Dc/Psi a costituire il principale problema interno della Cdl per Berlusconi.
Il vero problema è il tridente, che non ha mai funzionato prima delle elezioni, mentre ora sta pungendo... e pure parecchio. 4월 16일 Rumsfield, ovvero l'uovo di ColomboIn tanti ora gridano facendo le verginelle, stupefatti dall'immane notizia. Ma che dietro le torture di Guantanamo (come del resto quelle avvenute ad Abu Graibh) ci fosse dietro Rumsfield non era certo un mistero. Che avvenissero certe cose senza che i vertici non ne fossero a conoscenza, era fin troppo strano. Solo chi si sforzava di non credere, per chissà quale ipocrisia, può adesso recitare la parte della verginella stupefatta. Scene derivate dal peggior sadomasochismo anglosassone sono state praticate a Guantanamo come altrove per estorcere informazioni ai prigionieri, in barba a tutte le Convenzioni sui diritti dell'Uomo e via dicendo. Proprio un bel modo per festeggiare la Pasqua.
Ma che aspettiamo a lasciare l'Iraq? Che aspettiamo a comprare il petrolio in Euro anzichè in Dollari, dando così un bell'avvertimento ai cugini a stelle e strisce? Ah già, dimenticavo che siamo il paese dei preti, dei nani e delle ballerine... Giustissimo. E' proprio vero, siamo tutti americani... 4월 13일 Disamina delle giornate post elettoraliBerlusconi da una parte nega il successo dell'Unione, appellandosi alla verifica delle schede elettorali (operazione peraltro di rito, ed eseguita dalla Corte di Cassazione), dall'altra tende una mano a Prodi proponendo la Grossa coalizione sull'esempio tedesco.
E' l'ennesima tattica berlusconiana, con cui rimanere al centro della scena, come nelle settimane precedenti al voto: se prima il Cavaliere dettava l'agenda elettorale ai rivali, soprattutto in materia fiscale, adesso detta loro l'agenda politica, su come formare il nuovo governo. In ogni caso a rimanere al centro della scena è lui, e non Prodi, che come vincitore dovrebbe invece sostituirlo.
Delegittimare il voto, parlando di schede annullate, di brogli e di irregolarità elettorali, ha la funzione di delegittimare automaticamente la vittoria dell'Unione; in questo modo può legittimare la sua negazione della sconfitta, le cortine fumogene che innalza, e anche in questo modo mantenere la centralità politica da sempre mantenuta e gelosamente difesa, anche nei confronti delle ambizioni degli alleati.
Si atteggia a padre della Patria, Berlusconi, a sovrano paternalista d'epoca settecentesca: la Grossa Coalizione è un riconoscimento solo implicito del successo altrui, e appare come una magnanima concessione fatta nei confronti dell'Unione, come se fosse stato lui a vincere le elezioni... o come se le elezioni non ci fossero state affatto. Posso concedervi di governare, ma solo secondo le mie disposizioni.
No, non è ancora finito il Berlusconismo. Anzi, gode di una seconda giovinezza.
Dopo essersi presentato come modernizzazione in chiave liberista nel 2001, il Berlusconismo si è progressivamente logorato nei cinque anni di legislatura. E alla fine è stato rimpiazzato da una formula nuova: non più il nuovo per tutti, ma la difesa del vecchio, del privilegio raggiunto e della posizione acquistata. La difesa dei valori cristiani di un Occidente in crisi, la paura del nuovo, della necessità di cambiare e di aprirsi alle sfide della Globalizzazione non soltanto economica ma anche culturale, alla quale si risponde con un territorialismo estremizzato. Questa è la dottrina del nuovo Berlusconismo: il populismo come movimento che anima e interpreta gli umori di una società profonda e restia al cambiamento. Possiamo tirare un sospiro di sollievo se, nonostante la nuova formula, l'Italia non avrà una seconda legislatura con Berlusconi presidente del consiglio. Anche perchè trasformare in programma politico realmente funzionante e competitivo un'ideologia populista è sempre fallimentare; ancora di più di un governo come quello uscente. 4월 11일 Nano maledetto, addio... (si spera)A STUDIO APERTO DICONO CHE IL CAVALIER CAIMANO NON E' UN'ANOMALIA, PERCHè DOPOTUTTO RAPPRESENTA IL 50% DEGLI ITALIANI; BISOGNEREBBE ALLORA DEFINIRE ANOMALI ANCHE QUEGLI ITALIANI.
BENISSIMO, CAPIRAI CHE PROBLEMA... SONO UN'ANOMALIA, E VI DIRO' DI PIU': IL SIGNOR CAIMANO DE' CAIMANI E' PURE UN NANETTO PELATO, PIDDUISTA, TUTTO CULO E CAMICIA CON LA MAFIA, CHE CONSIDERA LA DEMOCRAZIA E IL RISPETTO DEGLI ALTRI ALLO STESSO MODO CON CUI VALUTEREBBE UN FINANZIERE ONESTO. E' UN PERICOLOSO ANTIDEMOCRATICO NONCHè CONCLAMATO FIGLIO DI PUTTANA.
DETTO QUESTO, VIVA L'UNIONE, VIVA LA PRIMAVERA CHE COMINCIA OGGI, E MI RACCOMANDO DIAMOCI DA FARE PER AMMAZZARE IL CAIMANO. LO SO CHE IL MAIALE DI SOLITO SI AMMAZZA D'INVERNO, MA QUESTA VOLTA SI POTREBBE FARE UN'ECCEZIONE E FARLO FUORI AD APRILE, NON VI PARE? 4월 7일 Berlusconi editore clandestino e Prodi guzzistaCOMINCIAMO COL NOSTRO BENEAMATO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, CAVALIER SILVIO BERLUSCONI
AVETE RICEVUTO A CASA IL SUO GIORNALETTO PROPAGANDISTICO "LA VERA STORIA ITALIANA"?
EBBENE, SENTITE UN PO' CHE DICE LA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA A PROPOSITO:
"LA VERA STORIA ITALIANA"
BERLUSCONI ( NEL RISPETTO DELLE REGOLE) STAMPA CLANDESTINAMENTE Comunicato di Nuova Informazione Milano, 6 aprile 2006 Forza stampa clandestina Berlusconi che saluta, che abbraccia, che ride, assieme a Blair, Schroder, Aznar, Bush, Putin, e poi le 36 riforme, il Papa, la lady di ferro Moratti, ... Tutto ciò in una pubblicazione clandestina. Infatti "La vera storia italiana", 160 pagine in formato e impaginazione di una rivista a colori, inviata in moltissime case di italiani ben selezionati, non ha l'indicazione dello stampatore nè altre usualmente inserite nel colophon perchè imposte dalla legge 47/'48 sulla stampa. Un reato previsto dall'articolo 16 (Stampa clandestina) e dal 17. Singolare che un editore, anzi il maggior editore di questo Paese, non li conosca. Lo stesso editore che anche oggi, in quanto leader della maggioranza di governo, ha attaccato pesantemente istituzioni e stampa mostrando - parole del segretario Fnsi - "un allarmante disprezzo delle regole e della libertà dei media". Allora forse le regole le conosce, ma..., lasciando ad altri il linguaggio scurrile di recente sdoganato, non gliele importa nulla. E ORA CHE ABBIAMO SCOPERTO UN'ALTRA AMENITA' SUL CAVALIERE, PASSIAMO AD ALTRO, TANTO PER RIFARCI UN PO' LA BOCCA, CON PRODI A BORDO DELLA MOTO GUZZI NEVADA 750 DEL SUO PORTAVOCE SILVIO SIRCANA PER LE STRADE DI ROMA.
"IN QUEI POCHI MINUTI SULLA NEVADA DI SIRCANA MI SONO DIVERTITO UN MONDO. E' STATO DAVVERO ENTUSIASMANTE" HA DETTO PRODI, DOPO IL BREVE BATTESIMO DELLE DUE RUOTE. EVVIVA IL MADE IN ITALY, QUELLO VERO, COME MOTO GUZZI.
(GRAN GIUBILO NEL FORUM DI ANIMA GUZZISTA http://www.animaguzzista.it ANDATE A VEDERE)
E VIENE AUTOMATICO PENSARE A BERLUSCONI CHE VIAGGIA SOLO E RIGOROSAMENTE SU LUSSUOSISSIME AUDI, BMW E MERCEDES CON IL VOLTO PERENNEMENTE INCAZZATO.
4월 6일 The Economist: "Basta Berlusconi"Che i rapporti tra il Silvio nazionale e l'Economist non fossero buoni si sapeva già dal 2001. Adesso però, a due giorni dalle elezioni, la rivista dà il suo ennesimo, e peraltro motivato, affondo con una copertina in cui è scritto: "Basta con Berlusconi".
MILANO (Reuters) - Il settimanale britannico "The Economist" esce domani in edicola con una nuova copertina dedicata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al voto di questo fine settimana. Emblematico il titolo in italiano: "Basta". Il prestigioso settimanale ha scelto per la prima pagina ancora una volta Berlusconi, all'esordio del suo nuovo direttore John Micklethwait, che succede a Bill Emmott dopo 13 anni al timone . Già nel 2001 The Economist, noto per le sue posizioni liberal, aveva espresso un voto pubblico contro Berlusconi. Fu proprio Emmott a inaugurare la linea aspramente critica contro il leader di Forza Italia, resa memorabile da una copertina che lo giudicava «non adeguato» («unfit») a guidare l'Italia alla vigilia delle precedenti elezioni politiche. A quell'affondo era seguita, nell'estate del 2003, una lettera e una sfilza di 28 domande indirizzate al premier italiano. Mentre alla fine del 2005 il settimanale aveva prodotto un'inchiesta sull'Italia titolata "Addio, Dolce Vita", nella quale l'obiettivo era ancora il berlusconismo. Il presidente del Consiglio ha fatto causa all'Economist dopo averlo ironicamente ribattezzato "L'Ecomumist". Quando Emmott, a fine febbraio, ha annunciato le dimissioni dal suo incarico, i media del Regno Unito hanno ricordato la campagna contro il premier italiano come una delle scelte più significative - insieme a quelle per l'abolizione della monarchia in Gran Bretagna e per il matrimonio tra omosessuali - nei suoi lunghi anni di direzione. Il suo successore sembra raccogliere il testimone e la sua scelta di titolare "Basta" a Berlusconi, a due giorni dal voto, non mancherà di far discutere. Ecco a voi la "Sindrome dei Balcani"In tanti ne hanno sentito parlare, ma in pochi la conoscono per davvero. Non è esattamente il mal d'Africa... E' qualcosa che ha poco a che fare con la natura e molto con la stupidità umana. A voi questo articolo del Corriere:
4월 4일 Non ci voleva quel "coglioni" per capirlo...Non era necessario che Berlusconi si esibisse in un altro dei suoi indimenticabili show, dando del "coglione" a chi vota contro i propri interessi (e cioè lui), per capire che il Cavaliere non ama chi semplicemente non accetta le sue idee e preferisce scegliere usando la propria testa. Lo abbiamo visto in tante occasioni: quando per esempio ha spazzato via dalla Rai Biagi, Luttazzi e Santoro col tacito consenso dell'opposizione, perchè colpevoli di aver ficcato il naso nei suoi affari. Oppure quando, paragonando tout court il centrosinistra italiano ai più spietati stalinisti del Terrore Rosso, si domandava quale persona di buon senso potesse preferire Prodi a lui.
Questa storia dei "coglioni" è l'ennesima puntata di un telefilm che Berlusconi ha mandato in onda in più di un'occasione, e più o meno tutti, coglioni e non, se ne sono resi conto già da quel dì. Quello che semmai può impressionare, ma anche questo fa parte della solita strategia dopotutto, è che Berlusconi non riesca ad evitare le solite gaffes. Come in tante altre occasioni, ha dovuto rettificare, ripiegare, precisando: "Ho negato, non ho affermato che una parte degli italiani possa votare contro i propri interessi e perciò meritare quell'epiteto (...) la sinistra come al solito quando è in difficoltà cerca di manipolare una mia frase per montarci sopra un caso del tutto inesistente". In sostanza, come rettifica, non cambia di molto il contenuto del delizioso concetto berlusconiano.
Interessante invece, come al solito, la ripercussione in ambito internettiano, dove l'uscita di Berlusconi ha generato di lì a poche ore un nuovo blog ( http://sonouncoglione.splinder.com ) che ha raccolto un notevole successo tra gli utenti della rete. Visitatelo, è simpatico.
Intanto, gustiamoci questo articolo dell'Unità che racconta cosa è successo al Berlusconi d'Asia, il premier thailandese Thaksin Shinawatra che ha perso le elezioni, seppur di poco, dopo una campagna elettorale tesissima. Inevitabile il ritiro dalla politica.
4월 3일 Parliamo di tasse... e non soloSono questi gli argomenti dell'ultima settimana di campagna elettorale. Berlusconi e i suoi accoliti fanno largo uso della strategia "fiscale" per promettere nuovi sgravi e diffondere perplessità sul programma dell'Unione.
Enrico Letta della Margherita ha inaugurato per l'occasione un blog con cui replicare a queste voci diffuse dal Centrodestra: per confrontare i due programmi, ma soprattutto per smentire certe illazioni che hanno lo scopo, per i berlusconiani, di allontanare dall'Unione gli indecisi, frazione importantissima dell'elettorato che cinque anni fa gravava quasi completamente intorno alla Casa delle Libertà.
Vi invito ad andare a vederlo: http://www.veritasse.net
Ormai le strategie alternative non danno l'esito sperato: parlare di Pacs, o di sperimentazione della pillola abortiva, o di tutela della famiglia, ha valso poco in termini di consensi acquisiti per il Centrodestra. Anzi, rispetto a cinque anni fa la maggioranza dei giovani e delle donne ha indicato la propria preferenza per l'Unione. E persino il Nord Est - tradizionale nelle mentalità, con netta vocazione all'imprenditoria - punta al Centrosinistra, dopo aver svolto per anni il ruolo di roccaforte indiscussa della Casa delle Libertà. A parlar male di Pacs e di aborto sono rimasti i piccoli partiti, come Alternativa Sociale, oppure i difensori (a parole) delle radici cristiane come la Lega che un tempo osannava il dio Po, e l'Udc. E nel Centrosinistra a difenderli sono la Rosa nel Pugno, che ne fa il proprio principale cavallo di battaglia, e tutta la cosiddetta "sinistra radicale". Insomma, dispute di nicchia per elettorati di nicchia, a quanto pare: le tasse sono un argomento che tocca molto di più, con le quali si può parlare "alla pancia", ed è questa la strategia preferita di Berlusconi.
Ecco perchè colgo l'occasione per suggerire un sito utile a fare un po' di chiarezza sulle tasse - certo, un sito di parte; ma d'altronde destra e sinistra in questi giorni parla praticamente solo del programma fiscale dell'Unione; e allora è bene che a difenderlo, rimandando al mittente le illazioni, sia un esponente dell'Unione-pensiero.
Le altre pietre dello scandalo - i Pacs, la pillola abortiva, il divorzio, la legge sull'aborto, - riceveranno lo spazio che si meritano nei prossimi giorni, e non sarà certamente poco. Anche se sono argomenti purtroppo poco considerati: hanno preminenza solo in quelle regioni dove la mentalità è storicamente e tradizionalmente più conservatrice, per esempio in Sicilia, dove la pillola abortiva è oggetto di uno scontro polemico tra la Borsellino e Cuffaro. In Sicilia, si sa, incombe il voto per decidere chi la governerà nei prossimi cinque anni. 4월 2일 Un'altra sentenza scandaloDopo quella sentenza della Cassazione che depenalizzava lo stupro se a danno di una ragazza non vergine (ve lo ricordate?), eccone una nuova altrettanto raccapricciante. In questi giorni in cui l'attenzione è per metà catturata dall'infuocato clima elettorale e per l'altra metà dall'anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II, tale notizia non ha neppure ricevuto l'attenzione che avrebbe meritato. Bene, cerchiamo di riparare a tale mancanza nel piccolo di questo blog.
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